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Albert Hammond Jr. – Francis Trouble

Ecco a voi il nuovo disco degli Strokes. Ah no, è solo Albert Hammond Jr.

Ma la differenza è praticamente nulla. Anche Francis Trouble, ultimo disco del chitarrista Albert Hammond Jr., suona esattamente come la sua band madre. Il che, per inciso, vista la continua procrastinazione del nuovo album del gruppo di New York, non è poi un male.

In Francis Trouble sembra che Albert Hammond Jr. una volta di più intenda vivisezionare il sound del proprio complesso. Gli Strokes vengono ripresi non proprio dove li abbiamo lasciati (cioè a Comedown Machine, 2013). Francis Trouble ricorda piuttosto Room on Fire (2003), ed in particolare le canzoni “Set to Attack” e “Tea for Two“, richiamano di preciso le sonorità di questo album.

Un’eccezione particolare, che salta subito all’orecchio, è “ScreaMER“, che suona molto come un pezzo acid rock dei 13th Floor Elevators del 1966. Pare quasi un omaggio realizzato ad hoc. Dei tre singoli pubblicati, “Muted Beatings“, “Far Away Truths” e “Set to Attack“, il secondo è il migliore. E rappresenta anche il momento più significativo del disco, l’unico pezzo che trasmetta un po’ di calore.

Le altre canzoni si collocano più o meno nei dintorni, mancando però dell’aggressività e della forza delle canzoni degli Strokes. Ci sono gli intrecci di chitarra post-punk, c’è la rozzezza del garage rock, persino il modo di cantare di Albert Hammond Jr. ricorda da vicino quello del buon Julian Casablancas, che nel frattempo è approdato ad altri lidi con i suoi Voidz.

Insomma, Francis Trouble sembra molto uno “studio degli Strokes“, per così dire. Un disco che non per questo è inascoltabile, anzi, è ammirevole come Albert Hammond Jr. prosegua questa sua carriera solista con coerenza e decisione, senza rinunciare al suo stile semplice e a questo punto anche un po’ nostalgico. Il fan medio degli Strokes non avrà niente da rimproverare a Francis Trouble.

 

 

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