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Grazie al Càos: belle robe da leggere questa settimana

Grazie al Càos è la nuova rubrica settimanale che vi prega di chiudere i social e leggere qualcosa di interessante

Se siamo spariti per qualche tempo è perché ci stavamo preparando psicologicamente al lancio del primo singolo di Francesco Sole, “Sei la mia notifica preferita”. Ora che il capolavoro è finalmente uscito, ci troviamo di fronte un bivio: se imbocchiamo la strada di destra, decideremo di lasciar stare la musica una volta per tutte, perché ok Rovazzi, ok al nuovo di Paolo Meneguzzi, ok alla DPG, ma “Sei la mia notifica preferita” no, è troppo anche per noi. E grazie al càos, direi.

Se, invece, decidessimo di imboccare la strada di sinistra, bisognerà armarci di katana e penna e cercare le teste dei produttori che permettono le uscite di queste robe qui, dopodiché infilargli delle cuffie nelle orecchie e cliccare play su una qualsiasi playlist preparata da Deer Waves: una roba così sadica che Ramsey Bolton scansate proprio. E dato che, nel 2017, chiunque può produrre e chiunque può ascoltare, abbiamo deciso di aprire una nuova rubrica che concili le vostre letture e vi scrolli via di dosso la merda musicale che l’internet vi fa piovere addosso ogni singolo giorno. Il tutto, comodamente, seduti sulle vostre natiche in riva al mare.

 


Partiamo con l’ultimo docu di Noisey sulla nuova scuola romana Dark.

Breve premessa: l’autore di questa rubrica non si capacita ancora di come sia potuto accadere tutto ciò. Questo non è un pezzo di propaganda Dark né tantomeno un’acclamazione a gran voce di quel fenomeno socio-musicale che è la trap e che predomina l’attuale domanda musicale. Tuttavia i tempi corrono, e prima di esprimersi su un qualsiasi fenomeno, in questo caso la Dark Polo Gvng, bisogna prima conoscerlo da dentro. Perciò, riteniamo che la visione di questo video possa quanto meno aiutare a riflettere sull’inestimabile valore del nulla a cui siamo arrivati con questa nuova scena romana, oramai inglobata nell’intero panorama italiano. Non scrivere “mondo di merda”, non scrivere “mondo di merda”, non scrivere “mondo di merda”.

 


 

Se aveste l’opportunità di chiedere qualcosa a Bjork, qualsiasi cosa (tranne da chi prende l’LSD ovviamente) cosa le chiedereste? Su Dazed, Arca,  Michel Gondry,  Eileen Myles,  Hans-Ulrich Obrist  e  Haxan Cloak hanno chiesto alla principessa dei ghiacchi di rispondere ad alcune domande. Forse, prima di leggere la domanda di Arca, fareste bene a chiederle davvero il nome dello spacciatore, che tanto, molto probabilmente, è lo stesso. Puttanate a parte, domanda bellissima, pezzo bellissimo.

 


Prima di introdurre questo pezzo, vorrei fare un paio di domande allo staff Netflix: ma chi è che scrive le vostre trame? Perché ogni qualvolta che vorrei spararmi una nuova serie o film, a leggere quella roba mi viene voglia di mettere Focus sul 56 del digitale terrestre e vedere non so, i 10 modi per distruggere il pianeta Terra. Essere accattivanti non è reato ragazzi. E inoltre: chi è che monta i trailer? Chiedo perché ogni trailer è praticamente 3/4 dell’intero film originale Netflix. Manca solo la parte in cui il protagonista riesce a realizzare l’american dream ed è bella che fatta. Cioè, per capirci, il trailer non deve essere PER FORZA un acceleratore di particelle subatomiche in cui dover spoilerare l’intero film. Niente di personale eh, ma basterebbero anche soli trenta secondi di prefazione, non DUEMINUTIEMMEZZO. Comunque. In questo pezzo si racconta di come Netflix (che ha quindi anche dei difetti) abbia rivoluzionato il mondo delle colonne sonore grazie a serie come Masters of None, Narcos, OA ecc.

 


L’onnisciente Federico Sardo si trasforma in un Italian Folgorato per un giorno e ci racconta l’evoluzione artistica di quel gran paraculo di Renzo Arbore, gentiluomo d’altri tempi che ha influenzato, e non poco, l’avvenire dei futuri showmen della televisione italiana. Un excursus da non perdere su un personaggio olistico che ha scritto un’importante parentesi della nostra storia televisiva, comica e musicale.

Qui sotto invece, sempre il nostro Sardo (Chapeau) consiglia i migliori album finora usciti in questo 2017:

 


Da più di un mese, ormai, molti artisti si stanno scambiando accuse reciproche riguardo l’opportunità di tenere concerti in Israele a causa del trattamento tenuto nei confronti dei palestinesi. Il boicottaggio di molti concerti in Israele è una storia parecchio lunga, eppure Yorke & Co. se ne sono sbattuti il càos e su RS hanno motivato la loro scelta in nome della libertà d’espressione contro ogni barriera culturale.

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Volevamo anche dirvi che abbiamo preso la strada a sinistra e che presto ritorneremo online.

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