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Intervista ad una band ”misteriosa”: si fanno chiamare The Worm and The Spice e non ne abbiamo mai visto i volti

Un nome evocativo e un'esperienza musicale e visiva a dir poco particolare: sono i tratti di un duo tutto da scoprire.

The Worm And The Spice nascono da un’esperienza esoterica con il film cult Dune di David Lynch, che lascia un segno indelebile nella testa del duo. Di lì a poco comincia un lavoro di scrittura e frenetica improvvisazione, mentre i nostri sono alla ricerca di una voce femminile che esprima al meglio le liriche del gruppo.

Il primo disco, Astra Games, vede alla voce Sanne Gottlieb, talentuosa cantante danese, che di lì a poco tornerà in terra madre; per questa ed altre vicissitudini l’uscita Live del duo viene posticipata a data sconosciuta.

Oggi, grazie alla inclusione della giovane Lorr nel progetto, The Worm And The Spice si stanno preparando per portare dal vivo le nuove tracce che usciranno agli albori del nuovo anno.

Per il nuovo singolo di “Moneyhoney”, la band con base a Milano The Worm & The Spice ha contato sulla produzione di 3nd, uno dei moniker di un musicista multiforme che, in questo caso, ha voluto invaderci di afrotrap, e sulla collaborazione di Lorr, una cantante giovanissima, che sta preparando il suo esordio discografico con il massimo della cura.

Di seguito il risultato di una chiacchierata con questa misteriosa band.

Innanzitutto perché questo nome?

Deriva da Dune, romanzo di fantascienza di Frank Herbert che è stato ripreso negli anni ’80 da David Lynch per il cinema.

Che tipo di messaggio volete veicolare attraverso la vostra musica?

La possibilità di essere quello che si vuole senza farsi schiacciare dal pensiero comune.

Ad oggi nessuno sa chi siate: volete essere i prossimi Daft Punk?

Sì.

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Avete avuto due cantanti. Perché scegliete sempre voci femminili?

Era un presupposto estetico quando abbiamo scritto Astra Games, è probabile che utilizzeremo anche voci maschili in futuro. Non è la voce il centro del nostro progetto.

Cosa è cambiato da Astra Games ad oggi?

Poco, abbiamo mantenuto intatta la voglia di fare le nostre cose e di divertirci.

E che cosa ci possiamo aspettare dal prossimo disco?

Un’evoluzione verso la contemporaneità nel suono, più muscoli nella ritmica e più pop nella scrittura.

Il disco con cui non potreste vivere?

Sono molti e diversi per ciascuno di noi. Il disco che ci ha uniti è Master of my make-believe di Santigold.

E il disco più brutto che abbiate mai ascoltato?

Dischi indie italiani che suonano male perché (secondo loro) è figo.

 Dobbiamo aspettare molto per vedervi live?

Probabilmente no, ci stiamo lavorando.

Beh, che dire… restiamo in attesa!

The Worm & The Spice

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