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La giungla dei Glass Animals è un posto bellissimo

La foresta colorata dei Glass Animals è un mondo immaginario, esoterico, tribale; una giungla che merita di essere esplorata: noi l'abbiamo fatto.

Il quartetto di Oxford formato da Dave Bayley – frontman del gruppo – Drew Drew MacFarlane, Edmund Irwin-Singer e Joe Seaward si inserisce appieno nell’art-pop della scena indie rock inglese.

Fin dal primissimo EP Leaflings prodotto nel 2012, infatti, i Glass Animals assimilano influenze riconoscibili che spaziano dai Portishead, agli Alt-J, per arrivare alla vocalità di Hayden Thorpe dei Wild Beasts. Ma è nel 2014, con la pubblicazione dell’album di debutto Zaba, sotto l’etichetta Wolf Tone del produttore Paul Epworth, che la band inglese riesce a definire una direzione identitaria, autonoma rispetto ai modelli di riferimento.

 

 

Il sound del disco nasce da un’ispirazione letteraria: “The Zabajaba Jungle” un racconto per bambini di William Steig, autore noto soprattutto per il libro illustrato “Shrek!” da cui è stato tratto l’omonimo film d’animazione. Ascoltando le tracce dell’album, la foresta immaginaria del libro si materializza davanti ai nostri occhi, i ritmi esotici, le campionature di versi di animali, gli innesti tribali e le vibrazioni vellutate ci conducono in una dimensione umida evocativa.

In Flip, prima traccia dell’album, i rumori selvaggi della giungla accompagnano una corsa inquietante sottolineata dalle parole I wanna go back, I wanna go back. Tra la vegetazione filtra, subito dopo, la voce sensuale e androgina di Dave Bayley che guida tutto il nucleo di Black Mambo, prodotta con estrema attenzione per le sonorità sinuose e lascive del basso, miscelate sul finale con diversi falsetti vocali. Pools, invece, ha una struttura più organica in cui musica e voce risultano perfettamente in equilibrio. Si arriva, quindi, a Gooey, estratta come singolo dell’album perché rappresentativa della cifra dei Glass Animals e del loro ambiente musicale.

Hazey con echi r&b ammalianti, Wyrd con una tensione trip-hop, Cocoa Hooves con richiami pop vintage su scenari lounge e JDNT che chiude il disco con ritmi ambient sfumati.

Il timbro suadente della voce si condensa con ritmi groove, battute downtempo influenzate da precedenti esperienza hip-hop, e pseudo ritornelli a taglio r&b ripetuti in modo da creare un effetto ipnotizzante, dal facile repeat. La danza tribale di Walla walla ci trasporta in terre selvagge lontanissime, attraverso miraggi cadenzati dalla batteria. Le venature dei suoni nella parte finale dell’album si fanno più oscure: Hazey con echi r&b ammalianti, Wyrd con una tensione trip-hop, Cocoa Hooves con richiami pop vintage su scenari lounge e JDNT che chiude il disco con ritmi ambient sfumati. Merita menzione il video del brano Exxus, presente nell’EP Black Mambo ed escluso invece dall’album di debutto: allucinatissime animazioni in stop motion disegnano una giungla sottomarina dai colori accesi e brillanti a cui si accompagnano beat sinistri e sovrapposizioni vocali di matrice folk.

La prima testimonianza post-Zaba arriva alla fine del 2015 con l’uscita del singolo Lose Control in collaborazione con il rapper americano Joey Badass. I Glass Animals escono dalla foresta, oltrepassano la natura per raggiungere un sound più metropolitano, allontanandosi dalla britishness dei lavori precedenti per rivolgere lo sguardo all’America. Il risultato di questa nuova dinamica è il secondo album How To Be A Human Being, pubblicato nell’agosto del 2016, fortemente influenzato dall’esperienza on the road del tour a supporto del disco precedente.

I testi e le musiche, infatti, sono espressione di una band molto più abituata a suonare dal vivo: maggiore compattezza nel suono che si fa più caldo e morbido, più concretezza nell’uso della voce che abbandona gli svolazzi sperimentati nel primo album in favore di una solidità, raggiunta anche grazie alle seconde voci. L’approccio arty risulta meno incisivo rispetto a Zaba, ma la fantasia della band resta vivida nella costruzione identitaria di ogni canzone che si incastra con le altre, in un’architettura d’insieme coerente.

La traccia d’apertura, Life itself, anticipa il focus sul quotidiano, caratteristico dell’intero album, attraverso i versi ironici del testo – I can’t get a job so I live with my mum – e le linee melodiche di Dave Bayley. Il brano si mantiene asciutto nella strofa per dipingersi di un arcobaleno di colori nel ritornello, grazie alle seconde voci e ad una ritmica particolarmente ricca. L’andamento di Youth è fresco e rilassante, tutto svolto su continui e brevi giri di tastiera. Season 2 Epidose 3, invece, presenta un mood r&b, giocato sul contrasto tra rumori da videogame e suoni soul. Pork Soda risente del diverso modus operandi che la band ha messo in pratica nella scrittura: non è più il computer il punto di partenza, ma gli accordi e le linee vocali lungo le quali si dispiegano i brani.

L’obiettivo è quello di contrastare la pulizia radiofonica di un certo tipo di pop fine a se stesso, tramite l’uso di saturazioni e rumori registrati o creati appositamente per tradurre il caos della vita quotidiana. Immediatezza e sperimentazione, in equilibrio. Poche altre tracce risultano significative della nuova veste dei Glass Animals: Cane Shuga, fondata su un unico e ripetitivo riff di synth sotto il quale si scorge un bel dinamismo vocale e ritmico e Take A Slice in cui le chitarre finalmente vengono messe al centro dell’attenzione.

I quattro esploratori inglesi hanno superato la foresta e si sono ritrovati in una metropoli, quale sarà la prossima meta?

Con How to be a human being la band inglese volge lo sguardo oltreoceano, a quell’hip-hop soltanto accennato nei precedenti episodi. Il risultato è quello di un album più scarno e più facile da rendere live rispetto a Zaba, pieno, invece, di brani trattati in studio. L’eleganza di velluto del primo album è stata sostituita dal rumore caotico della città, il caleidoscopio ipnotico degli effetti speciali del debutto ha visto sbiadire le proprie tinte. I quattro esploratori inglesi hanno superato la foresta e si sono ritrovati in una metropoli, quale sarà la prossima meta?

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