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La ricetta di Francis and the Lights: Just for Us

Just for us di Francis and the lights è uscito nel silenzio stampa collettivo: ascoltalo qui

C’è una specie di detto secondo il quale le cose che nascono o che, in qualche modo, si sviluppano nel silenzio sono le migliori, quelle che crescono bene, alle quali – per il sol fatto di essere nate fuori dal trambusto – è attribuita una santa e modesta qualità artistica.

Bene, se ammettiamo sia giusto così, allora Just For Us (uscito nel silenzio della stampa, spuntato improvvisamente nei nostri release radar) non può non essere considerato un ottimo lavoro musicale, figlio dell’eclettica mente di Francis and the Lights.

(Francis and the Lights sono gli amici di Kanye West e Justin Vernon)

Ma questo sarebbe riduttivo per convincervi che il lavoro di Francis Farawell Starlite è una piccola perla.

L’album è composto da dieci tracce, ognuna delle quali non dura più di tre minuti: Morning, il brano di apertura, addirittura un minuto e trenta. Il piano è il fondamento dell’album, anche quando le tracce si abbandonano a sonorità e venature elegantemente elettroniche (vedi Just for us).

In altri luoghi del disco, invece, le venature si tingono di toni cupi e levigati, in pezzi come Faithful e Back in Time. Ma già la traccia successiva, Tear It Up, mischia di nuovo le carte, confonde le coordinate e il piano – da protagonista – diventa un supporto, una bella voce del coro: e allora ecco riff di basso e ritmiche anni Ottanta che si mischiano a bassi vocalizzi elettrificati, che ricordano certi movimenti della voce di Justin Vernon (Scream so Loud).

Quest’ultimo lavoro della band americana porta alla luce una maturazione non solo nell’ambito musicale, ma anche una certa crescita a livello testuale di Francis Farawell Starlite; se già avevate cantato a memoria Friends, amerete senza dubbio ogni traccia di questo corto ma intenso album.

Just for Us è sostanzialmente questo: un sapiente miscuglio di pianoforte e sonorità elettroniche, di ondulazioni di basso e ritmi jazz, una ricetta dell’uso sapiente delle contaminazioni.

Seguitela.

 

 

 

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