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Sting & Shaggy – 44/876

Sting e Shaggy riescono a realizzare un album perfettamente inutile.

Sì, Sting e Shaggy. Insieme. Il primo, leader e voce storica dei Police, un artista che all’apice della sua carriera collaborava con Gil Evans e Wynton Marsalis. Il secondo, fattone rapper giamaicano noto soprattutto per la hit Boombastic, del 1995. Insieme hanno confezionato questa cosa chiamata 44/876, un album collaborativo del quale non si sentiva assolutamente il bisogno, e che diventa subito il principale candidato per la peggiore uscita dell’anno.

Non perchè il disco sia particolarmente brutto (che è poi un concetto, quello di bruttezza musicale, ampiamente relativo), ma perchè un album del genere, qui e adesso, non ha ragione di esistere. Perchè? Perchè è anacronistico, derivativo, retrogrado, piatto, scontato e ripetitivo.

Le canzoni, dopo tutto, non sono malvagie. Alcune funzionano, come “Waiting for the Break of Day“, “Just One Lifetime” e “Gotta Get Back My Baby“. Ma poi… “Dreaming in the U.S.A.” sembra presa direttamente da Zenyatta Mondatta, mentre “To Love and Be Loved“, la canzone più riuscita del disco, prende spunto direttamente da Bob Marley. E così via. Anche la cover “Love Changes Everything” non riesce a sollevarsi dall’atmosfera stanca del disco.

Qui abbiamo due artisti che fondamentalmente non sanno più come rinvigorire le proprie carriere, e si sono allora dedicati a questa cosa. Uno Sting senza voce accompagna uno Shaggy senza idee. A tratti sembra di sentire un album di Sean Paul del 2002, a tratti invece un disco degli UB40 del 1982.

Per quanto si possa apprezzare lo sforzo, l’impressione è proprio quella di un album fatto tanto per attirare il pubblico, cioè quei pochi fan rimasti dello Sting dell’epoca d’oro, e quelli (sicuramente di meno) che ancora seguono Shaggy.

Un trionfo dell’inutilità

Anche se siete appassionati di reggae (là fuori qualcuno sotto i sessant’anni ce ne sarà), difficilmente non vi accorgerete dei toni viziati e pretenziosi di questo disco. Non c’è niente di originale, niente di nuovo, niente di veramente notevole.

44/876 è solo una scialuppa di salvataggio per due artisti che non hanno saputo adattarsi ai tempi moderni. E come tale, noi la lasciamo andare, pronti a dimenticarcene presto.

 

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