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Tune-Yards – I Can Feel You Creep Into My Private Life

Il mondo è soffocante. La musica anche.

I Can Feel You Creep Into My Private Life dice tutto già dal titolo. Il quarto album dei Tune-Yards è un concept album sulla privazione della privacy. Si parla ovviamente del mondo attuale, un mondo interconnesso e iper-presente, dove non è più possibile trovare uno spazio solo per sè. I rapporti tra gli individui sono necessariamente psicotici e paranoici e “affetto” è sempre più sinonimo di pericolo.

Liricamente, quest’album esprime tutta la contraddizione insita nel doppio bisogno di cercare e respingere gli altri. Si parla di distanze incolmabili che vengono colmate (Coast to Coast); di relazioni sviluppate a metà (Heart-Attack); delle ossessioni del quotidiano (Honesty).

Musicalmente I Can Feel You Into My Private Life sviluppa il lato pop dei Tune-Yards. Il loro quarto album li rende più accettabili sotto molto profili. Aiutano una bella infusione di funk e ritmi dance (soprattutto in Look at Your Hands).

E se è vero che con questo disco i Tune-Yards assomigliano sempre di più agli Everything Everything, è anche vero che finora il duo non ha forse mai realizzato un lavoro così completo. Le canzoni sono tutte convincenti, senza tempi morti. Ed anzi, su tutte spicca Free, il pezzo di chiusura, già uno dei migliori del 2018.

L’art-pop sperimentale del gruppo trova ancora posto in alcune sperimentazioni sonore inserite qua e là. Rumori, distorsioni, voci. Niente di nuovo, ma l’essenziale che impreziosisce il tutto. Come molte altre band, i Tune-Yards stanno iniziando a capire ciò che vogliono dire, e ciò che serve loro per dirlo. Il risultato, per forza di cose, è ottimo.

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